Optometria: il parallelismo con il romanzo di Hermann Hesse, Siddharta

5 luglio 2016 Archivio

Optometria: il parallelismo con il romanzo di Hermann Hesse, Siddharta

Nel 1994, durante un’intervista (che forse sarebbe meglio denominare “riflessione” o “dialogo rivelatore”) all’interno della trasmissione televisiva Pickwick, Baricco, conduttore del programma, riflette insieme al filosofo Gianni Vattimo sul binomio dialettico interiorità-mondo esterno che si supera trovando il suo significato nell’estenuante ricerca del senso della vita e di se stessi. Il punto di partenza di questo dialogo rivelatore è il libro di Hermann Hesse Siddharta  (libro- come lo chiama Baricco- “di sapienza e saggezza”) in cui la ricerca del senso della vita si esplicita nel vagare dei protagonisti.

 

HERMANN-HESSE

Nelle parole di Baricco e Vattimo ci sono concetti e valori che potrebbero aprire le porte per ulteriori momenti di dialogo che altro sarebbero se non epifanie in cui particolari della realtà assurgono ai più alti livelli in campo letterario e filosofico.

Qualcuno si definisce un essere curioso, forse anche un “perpetuo fanciullo in trepidazione di fronte alla vita”. Non erano forse queste le parole di Steve Jobs qualche anno fa? Ebbene celate dietro queste parole tornano i concetti di ricerca, osservazione, rielaborazione. Soprattutto ritorna il verbo cercare che poi è quello che sostiene tutta la conversazione tra Baricco e Vattimo, e che rappresenta anche il motivo per il quale siamo qua a scrivere per te che ci leggi, per voi che state leggendo.

In un recente articolo apparso sull’ultimo numero di b2eye.com, Sergio Cappa riporta la nota introduttiva aSiddharta: “Dal verbo “suchen” (cercare) i tedeschi fanno il participio presente, “suchend”, e lo usano sostantivato, “der suchende”, (colui che cerca) per designare quegli uomini che non si accontentano della superficie delle cose ma d’ogni aspetto della vita vogliono ragionando andare in fondo, e rendersi conto di essi stessi, del mondo, dei rapporti che tra loro e il mondo intercorrono. Quel cercare che è di per sé un trovare come disse uno tra i più illustri tra questi “cercatori”, e precisamente Sant’Agostino da Ippona: quel cercare che è in sostanza vivere nello spirito… “Suchende” sono gente inquieta e bisognosa di certezza, gente che cerca l’Assoluto, cioè una verità in cui fondersi…”.